Tralasciando per un momento le affascinanti bellezze storiche di queste epoche arcaiche, e tornado sui passi di una storia più recente, possiamo cominciare a scoprire i primi documenti che testimoniano la nascita dell’attuale Comune di Calasetta.
Circa nella seconda metà del XVIII secolo il governo Sabaudo, che allora occupava l’isola di Sant’Antioco, diede inizio ad un programma di ripopolamento; l’isola era pressoché spopolata a causa delle frequenti incursioni saracene. A tal proposito un gruppo di tabarchini abitanti l’isola di Tabarca presso Tunisi, chiese ed ottenne il trasferimento nella parte settentrionale dell’isola di Sant’Antioco, a seguito delle condizioni di schiavitù che il figlio del Bey di Tunisi aveva loro causato. Così nel settembre del 1770 nacque il comune e si edificò il centro urbano secondo un tracciato a reticolo.
La testimonianza più evidente dell’attività vitale del governo piemontese nell’isola è data dalla torre Sabauda, costruita sulla sommità del colle che ospita il paese di Calasetta.
Altre strutture architettoniche arriveranno solo in seguito. La chiesa dedicata a San Maurizio venne innalzata solo intorno al 1839, mentre il palazzo del Municipio risale agli anni che stanno a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Oggi il comune di Calasetta conta circa 2800 abitanti per un territorio di circa 31 kmq che comprende anche la frazione di Cussorgia, abitata da alcune famiglie e frequentata prevalentemente nel periodo estivo.
E’ proprio dalla sua storia che Calasetta trae il suo fascino suggestivo. Pur essendo oggi come ieri un paese che fa parte del territorio Sardo, a causa delle sue freschissime origini di stampo piemontese, risente di uno stile del tutto particolare. Si trova in una sorta di posizione centrale nella quale è riuscita ad attingere da diverse culture.
Il suo timbro rimane comunque perlopiù di stampo tabarchino. Tra le sue genti si possono quindi udire i fonemi melodiosi del dialetto ligure e gustare tipici piatti della cucina tabarchina come il Cascà, una sorta di cuscus ottenuto dai soli legumi, le svariatissime preparazioni del tonno, una cucina di mare dal sapore fresco e inconfondibile a base soprattutto di tonno.
Il tutto viene certamente arricchito dai sapori e i profumi della terra sarda che lasciano il loro inconfondibile marchio sulle pietanze. Da non scordare è la tipicissima farinata di ceci e il “pilau”, un antico piatto povero della zona che oggi ha assunto sfumature deliziose attraverso l’aggiunta di elementi più pregiati. Il più usato è la granceola attraverso la quale si riesce ad ottenere una deliziosa minestra asciutta con semola sarda dal sapore indimenticabile.
Non si possono inoltre trascurare le diverse feste che si celebrano in questo comune così caratteristico.
La più importante è sicuramente quella di S.Maurizio durante la quale, nella processione serale, si possono osservare pittoreschi abiti sfilare; in testa i legionari romani, seguiti da gruppi di ragazzi che indossano i classici abiti bianchi con la fascia rossa delle confraternite religiose, seguiti infine da cavalieri rappresentanti i Piemontesi e tabarchini che diedero vita al territorio di Calasetta.
Altre feste da gustare sono quella di San Giovanni e Cristo Re. Durante la prima si annidano leggende come sentire parlare i buoi, curare rare malattie e vedere addirittura l’acqua dei pozzi risalire dalle profondità della terra. La seconda è celebrata a Cussorgia e vissuta come una sorta di incontro tra i tabarchini e le genti sarde.
Durante questo percorso tra gli incanti di una terra non sono da tralasciare le bellezze naturalistiche che questo comune può garantire.
Straordinarie le zone del “nido dei passeri”, dove sublimi scogliere a picco si affacciano sul mediterraneo guardando la Spagna e l’Africa, e altrettanto belle le spiaggie di “Sotto torre”, “le Saline” e “Spiaggia grande”.
Si ringrazia per il testo: La Redazione di HB Sulcis |