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.SARDEGNA.



  Isola di Sant'antioco Sud Sardegna   Sardegna

 

La Sardegna, una delle mete più ambite del turismo internazionale.

Con la sua superficie di 23.813 mq la Sardegna è la seconda isola del Mediterraneo per superficie ed è la terza regione d'Italia dopo Sicilia e Piemonte.

La Sardegna si trova al centro del Mediterraneo occidentale in una posizione intermedia tra Italia, Francia, Spagna e la costa africana, distante appena 12 km dalla Corsica, 120 km dalla Toscana e 185 km dalla costa africana.

La posizione geografica ne fa una regione meridionale dal punto di vista climatico, presenta infatti un clima temperato caldo, anche se dal punto di vista culturale è da considerarsi una regione del centro Italia, avendo avuto contatti più frequenti con Genova, Pisa e successivamente con il PieMonte di quanti non ne abbia avuto con le regioni meridionali.

La grande varietà del paesaggio ed il clima mite in quasi tutti i mesi dell'anno fanno della Sardegna una delle più ambite mete del turismo internazionale.

 

 

Il fascino e il mistero di un'isola che sembra un altro continente.

Affascinano della Sardegna non solo l'unicità del paesaggio e l'assoluta bellezza e varietà delle coste, ma anche i suoi tanti misteri. Non sappiamo molto di chi ha edificato la grande reggia nuragica di Barumini e gli oltre 7000 nuraghi che ancora oggi vediamo nell'isola e chissà quanti altri ancora sepolti o andati distrutti nel tempo.
La prima sensazione che si prova quando si arriva sull'isola è di trovarsi in un'altro mondo, nel quale ancora si conservano cultura, costumi e tradizioni tanto diversi da quelli cui siamo abituati. Non v'è in Sardegna quel che v'è in Italia, né v'è in Italia quel che v'è in Sardegna scriveva un secolo fa un padre gesuita arrivato dal PieMonte per insegnare all'università di Sassari. E lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, che nei primi del '900 girò tutta l'Italia spesso a piedi, arrivato in Sardegna ne rimase tanto entusiasta da dedicarle il suo libro Sea and Sardinia, nel quale scrisse: la Sardegna è fuori dal tempo e dalla storia.
Anche a noi, oggi, dopo tanto tempo, viene spontaneo domandarci se siamo ancora in Italia, in Europa, o se non ci si trovi in un altro mondo, forse addirittura in un altro continente.

L'origine geologica della Sardegna.

Pur essendo come tutta l'Italia relativamente giovane, la Sardegna conserva la storia di eventi geologici molto antichi.
Le prime formazioni rocciose risalgono al Precambriano e all'alto Paleozoico, 600400 milioni di anni fa, e si trovano nel Sulcis. Sono rocce arenarie e scisti argillosi, cui si aggiungono successivamente formazioni calcaree e dolomie, ossia rocce di dolomite, un particolare tipo di calcare dal colore grigio-rosato.
Arriviamo quindi a 300250 milioni di anni fa, nel basso Paleozoico, quando gli sconvolgimenti vulcanici determinano la fuoriuscita di grandi masse di magma con intrusioni di graniti, che vengono a costituire la struttura rigida dell'isola in tutta la sua parte orientale e nell'estremo nord-occidentale, da Capo Caccia fino a Stintino e all'Asinara.
Nel Mesozoico, che inizia 250 milioni di anni fa e vede la comparsa dei mammiferi, affiorano calcari bianchi, argilliti, calcari marnosi e marne di colore rosso particolarmente nella parte centro-orientale dell'isola.
Verso la fine dell'era Mesozoica, nel periodo Giurassico, cioè circa 150 milioni di anni fa, inizia un'era di vaste sedimentazioni che generano ampie zone pianeggianti o in leggero pendio, in particolare il Campidano che si sviluppa dal golfo di Cagliari a quello di Oristano, la Nurra tra il golfo dell'Asinara e Alghero, l'estremo occidentale del Sulcis fino all’isola di Sant'Antioco.
il Terziario inizia 65 milioni di anni fa ed è caratterizzato da grandi sconvolgimenti vulcanici che portano alla crisi di gran parte delle forme viventi, è il periodo della scomparsa dei dinosauri. Sconvolgimenti che determinano anche l'originarsi del corrugamento alpino ed appenninico ed il distacco dell'isola dal continente.
Ma solo con il Quaternario, iniziato 2 milioni di anni fa, ulteriori emersioni portano alla saldatura delle masse più antiche dando all'isola, anche in conseguenza del distacco della Corsica, la sua forma attuale.

Il clima

La temperatura media annuale oscilla tra i 14°C e i 20°C.
Durante l'inverno la temperatura difficilmente supera gli 8°C, anche se nelle zone montuose può scendere al di sotto dello zero. Il mese più freddo è gennaio. In primavera si registrano temperature medie attorno ai 13°14°C, in estate si arriva in media a circa 30° e negli altopiani all'interno si toccano punte di oltre 40°, con una forte umidità.
il mese più caldo all'interno è luglio, mentre sulla costa per via del mare è agosto.

Le scarse precipitazioni.

La quantità media annua di pioggia che cade sulla Sardegna è assai scarsa, soprattutto se confrontata con le altre regioni d'Italia. Le precipitazioni si concentrano principalmente nelle zone nord occidentali, sono sporadiche e spesso a carattere temporalesco.
Le stagioni maggiormente piovose sono fine autunno, novembre e dicembre, e l'inizio della primavera. Non piove quasi mai a giungo e d'estate. I mesi più asciutti sono luglio e agosto.
Piove poco d'inverno, quando le precipitazioni nelle località montuose assumono a volte carattere nevoso. Le nevi si sciolgono però durante la stagione estiva impedendo il formarsi di ghiacci perenni.

I forti venti che ne fanno il paradiso di velisti e surfisti.

Una caratteristica peculiare della Sardegna è la presenza quasi costante di venti, tanto che lungo le strade capita spesso di vedere gli alberi piegati a volte quasi fino a terra. La ventosità fa delle coste della Sardegna una delle mete preferite da velisti e surfisti.
il vento che soffia con maggior frequenza è il maestrale, il vento freddo che soffia con violenza da nordovest soprattutto durante il periodo invernale, quando sulla costa occidentale arrivano anche il ponente e il libeccio. Nel mese di giugno la tramontata e il grecale lasciano il cielo limpido e sereno per lunghi periodi.
D'estate, oltre all'immancabile maestrale, soffia spesso anche lo scirocco, il vento caldo che arriva da sudest, che proviene originariamente asciutto dai deserti africani e attraversando il Mediterraneo si carica di umidità, porta quindi aria calda umida. Meno frequente è il levante, che arriva sulla costa orientale ancora fresco ed abbastanza umido, ma superati i rilievi scende caldo sul versante occidentale dove provoca spesso notevoli danni alle colture.

Gli incendi.

Il forte vento che caratterizza l'isola rende facile il propagarsi degli incendi boschivi. Come in tutta Italia anche in Sardegna, soprattutto questi ultimi anni, sono ripresi in numero sempre maggiore gli incendi, Giudicati per la massima parte dolosi.
Da anni si era avuta una continua progressiva riduzione del numero di incendi, per le norme che vietavano di concedere l'edificabilità sulle aree incendiate ed imponevano necessariamente il loro rimboschimento, imponendo tra l’altro con le ultime norme di effettuarlo esclusivamente con vegetazione autoctona.
Poi gli incendi sono ripresi, nel 2004 sono oltre quadruplicati rispetto all'anno precedente, cosa peraltro ampiamente prevedibile avendo il governo Berlusconi abrogato queste norme. Un grosso regalo alla speculazione edilizia, che ovviamente non avrebbe potuto non approfittarne!

Informazioni in tempo reale sulle condizioni metereologiche.

Si può aprire la pagina del Servizio Agrometrico Regionale per la Sardegna, che fornisce le previsioni meteorologiche ed il bollettino del mare costantemente aggiornati validi per le diverse zone e per tutta l'isola.